Un esercizio di radicamento

Gli esercizi di radicamento sono importanti per equilibrare il primo Chakra.

Sono fondamentali nelle sessioni di Bioenergetica.

Ma servono anche “solo” per ritrovarsi, in momenti in cui diventa difficile farlo…

Eccone uno di base, molto semplice, che puoi fare quando ti senti perso ed hai bisogno di sostegno e sicurezza.

  • In piedi, i piedi ben poggiati, gli alluci leggermente rivolti l’uno verso l’altro, le ginocchia leggermente flesse, le braccia lungo i fianchi, la schiena dritta, le spalle morbide.
  • Chiudo gli occhi e faccio tre respiri profondi. Immagino di avere un palloncino nella pancia che si gonfia ad ogni mio inspiro e si sgonfia ad ogni mio espiro, questo mi aiuta ad avere un respiro diaframmatico e non di petto. Il respiro diaframmatico, oltre a consentire una migliore ossigenazione, trasmette al cervello un messaggio di pace e di tranquillità. Il respiro di petto è quello del pericolo, tipico delle persone ansiose, si ha soprattutto nei momenti di emergenza. Trasmette quindi al cervello il messaggio che qualcosa di preoccupante sta per avvenire.
  • Parto dai piedi ed inizio a concentrarmi su di loro, osservo, senza giudicare: come li poggio? Come percepisco il terreno? Sento la forza delle caviglie che mi sostengono, i polpacci, le ginocchia, le cosce. I miei arti inferiori che sono lì per sorreggermi, le mie gambe che mi portano nella vita ed ora mi permettono di sentire la mia solidità. Salgo a prendere coscienza delle varie parti del mio corpo:  i muscoli dei glutei, i fianchi, gli addominali… così via fino ad arrivare alla testa ed al viso.
  • Immagino ora che dai miei piedi si estendano delle radici che vanno ad inserirsi nel terreno, dandomi la solidità di cui ho bisogno in questo momento. Immagino l’energia della terra che, come l’acqua nutre un albero, mi dà forza e mi nutre. Cerco di percepirla mentre attraversa il mio corpo, dandogli energia e sicurezza.
  • Resto in questa posizione per il tempo che ritengo necessario.
  • Quando mi sento pronta inizio a muovere lentamente le dita delle mani, poi dei piedi e via via a muovere di nuovo il mio corpo.
  • Apro quindi gli occhi.

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