La meditazione zazen

La zazen è forse la forma più conosciuta di meditazione in occidente, sicuramente quella che più colpisce la nostra immaginazione.

Ma come si pratica la meditazione zazen?

Zazen significa “semplicemente seduti”.

Dunque il primo passo è sedersi (di solito sullo zafu, il cuscino da meditazione). Le gambe sono incrociate semplicemente o, se ci si riesce, nella posizione del loto o del mezzo loto. Le mani sono una dentro l’altra (la sinistra dentro la destra) con i palmi rivolti in alto, i pollici che si sfiorano leggermente (come in figura). La schiena è dritta ed il capo leggermente chinato in avanti, il naso in linea con l’ombelico . Gli occhi sono chiusi o socchiusi.

Lo zazen si pratica in un luogo tranquillo al riparo da rumori molesti o da possibili interruzioni (spengete i telefoni!).

Lo stato mentale è quello del non-pensiero:

il pensiero non deve focalizzarsi su qualcosa in particolare, non c’è giudizio, non c’è preoccupazione. Ogni pensiero che attraversa la nostra mente passa come passano le nuvole in cielo.

All’inizio non sarà facile rimanere in zazen anche solo per qualche minuto, andando avanti nella pratica diventerà sempre più semplice, fino a diventare piacevole!

Scrive Eihei Dōgen nel Fukanzazengi (testo di istruzione allo zazen del 1227):

Pensate dal profondo del non-pensiero.
Come si fa a pensare dal profondo del non-pensiero?
Pensando al di là del pensiero e del non-pensiero:
questo è in sé l’arte dello zazen.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *